Miami

Quando ho prenotato il volo da New York diretto a Miami (tappa intermedia per raggiungere Aruba) nella mia mente scorrevano scene da film: ragazze in bikini che sfrecciano sui roller lungo South Beach, cocktail dai colori impossibili, musica che esplode tra le palme, limousine che accompagnano star a fare shopping e un ritmo che non lascia spazio al respiro. Una città da copertina, modaiola, veloce, esuberante. Perfetta — pensavo — per chi cerca adrenalina e notti infinite.

E invece, Miami ci ha accolti con glamour e luci, ma anche parchi ombrosi, spiagge immense e tranquille, musei interattivi e angoli pensati per i più piccoli. Una città che sa essere luminosa e rasserenante, dove ogni quartiere sembra offrire un invito a rallentare, respirare e godersi il tempo insieme.

Miami da tappa intermedia è diventata per noi un rifugio gentile: tramonti rosa che sembrano dipinti e nuotate lente nell’oceano, abbiamo scoperto un ritmo sostenibile, una bellezza che non ha bisogno di effetti speciali. 

Il comfort degli alberghi è ineguagliabile  A Miami, l’hotel non è solo un punto d’appoggio: all’ Esme, boutique hotel nel cuore di Española Way, ci siamo ritrovati sulla terrazza, a bere drink mentre la nostra bimba nuotava in piscina.

Cosa vedere a Miami

Wynwood Walls è un museo a cielo aperto, dove osserverete da vicino decine di opere murali figurative ‘spruzzate’ da artisti per lo più latini, dove i performers alla fine del percorso illustrano ai più curiosi, bombolette in pugno, l’arte dello spruzzo. Atto performante tutt’altro che semplice e banale.

Suggerisco l’esperienza soprattutto per i bambini.

 

Se siete in cerca di un brunch leggero fermatevi al Pura Vida , invece per una cena memorabile considerate il Cote Miami, ristorante coreano – americano, con interni scuri e luci teatrali.

Miami Beach – South Beach

Tra palme ondeggianti e architetture Art Deco, vi aspetta l’Ocean Drive: una passerella urbana costeggiata da palazzi dai colori pastello e ristoranti all’aperto che profumano di vacanza. A pochi passi, sabbia bianca incontra le acque  dell’Atlantico. Un bagno nell’oceano qui non è solo consigliato ma una tappa obbligata: rigenerante, rilassante, perfetto per lasciarsi alle spalle ogni pensiero.

Simbolo della spiaggia sono le torrette dei lifeguard che non sono solo funzionali: sono vere e proprie opere d’arte. Progettate da artisti locali dopo il devastante uragano Andrew del 1992, queste strutture coloratissime e dal design audace sono diventate un simbolo visivo della rinascita di Miami. Ognuna ha uno stile unico — tra geometrie Art Deco, tocchi pop e palette vivaci — e racconta lo spirito creativo della città.

The Bass Museum: arte contemporanea tra pareti e giardini

Nel cuore di Miami Beach, The Bass Museum è molto più di una semplice galleria: è un luogo dove l’arte contemporanea dialoga con l’ambiente urbano e naturale. All’interno, spazi luminosi ospitano opere di artisti internazionali, installazioni immersive e mostre che cambiano spesso. Nei giardini circostanti si possono ammirare interventi di land art come la celebre installazione colorata di Ugo Rondinone, che trasforma lo spazio in un playground visivo per adulti e bambini.

 

Pérez Art Museum Miami (PAMM)

Affacciato sulla baia, questo museo di arte contemporanea è una vera icona culturale della città. L’architettura è spettacolare: sospesa tra natura e design, con giardini pensili e terrazze che si aprono sull’acqua. All’interno, le collezioni spaziano da opere di artisti emergenti a nomi internazionali, con un focus vibrante sull’arte delle Americhe.

E dopo aver esplorato le sale, concedetevi una pausa al ristorante del museo: Verde. Con vista sulla baia e un menu fresco e creativo, è il luogo ideale per rilassarsi tra un’esposizione e l’altra. Piatti stagionali, ingredienti locali e un’atmosfera rilassata ma curata.

Little Havana

Little Havana è un microcosmo che solo una città cosmopolita e multiforme come Miami può contenere. Qui il viaggio si moltiplica: è culturale, sensoriale, emotivo. Si percepisce una cultura antica che convive con il presente, trasportandoci in un mondo dove le tradizioni non solo resistono ma si reinventano.

Murales e opere di street art narrano il vissuto di un popolo, tra migrazione, orgoglio e identità. I colori sono accesi, le forme audaci, e il messaggio sempre potente. Tra negozietti che vendono immagini sacre e sigari arrotolati a mano, si respira un’atmosfera autentica. Nei bar si gioca a domino come a L’Avana, tra chiacchiere lente e caffè forte.

La presenza di culture così diverse ci ha spinti a scegliere un ristorante nicaraguense consigliato dalla Lonely Planet.  Yambo un locale spartano ma di un’autenticità unica: piatti semplici, sapori intensi e un’atmosfera che mi ha fatto sentire nella parte più remota del mondo.

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