Librerie

Ho letto di recente che i libri, negli ultimi anni, si acquistano sempre più online. È comodo, veloce, spesso conveniente. Lo ammetto: anch’io ho ceduto. Lo scorso Natale ho ordinato qualche romanzo per amici e parenti, immaginando il corriere come un moderno Babbo Natale, pronto a bussare alla porta con pacchetti misteriosi e fiocchi rossi.

Peccato che la magia si sia dissolta: i libri sono arrivati quando l’agnello era già digerito da un pezzo. La sorpresa? Rimandata a data da destinarsi.

Da allora ho fatto una promessa a me stessa: mai più rinunciare al piacere di entrare in libreria. Con la mia lista in tasca, pronta a spuntare titoli… che puntualmente non compro. Perché mi lascio sedurre da una copertina, da un consiglio del libraio, da un libro che mi chiama dallo scaffale. L’ultimo è stato Fai bei sogni di Gramellini — non era in lista, ma era lì, e mi ha trovato.

Amo le librerie minuscole, stipate di volumi fino al soffitto, dove il libraio ti guarda negli occhi e ti chiede: “Che tipo di storia cerchi oggi?”. Ma anche quelle più moderne, che sembrano concept store, dove il libro è solo l’inizio di un’esperienza.

Le librerie sono luoghi da vivere, da respirare. Dove i libri si toccano, si sfogliano, si scoprono. Dove si inciampa in titoli che non sapevi di volere.

Nessun e-commerce potrà mai replicare quel momento in cui, tra due scaffali, trovi un libro che ti cambia la giornata.

 

 

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