Aruba: l’isola felice dei Caraibi

Siamo arrivati ad Aruba in pieno agosto, accolti da una scena che non ci aspettavamo: la capitale, Oranjestad, completamente allagata. Un attimo di smarrimento, certo, ma è bastato davvero poco per capire una delle verità più sorprendenti dell’isola: qui la pioggia è un capriccio breve, quasi teatrale. Cade talvolta con intensità, dura pochi minuti e poi scompare, lasciando spazio a un sole che torna a brillare come se nulla fosse accaduto.
Aruba si trova nel cuore dei Caraibi del Sud, a un passo dalla costa venezuelana ma parte del Regno dei Paesi Bassi: un mix affascinante che si riflette nella lingua — il papiamento, intreccio di olandese, spagnolo e influenze creole — e in un’atmosfera che sembra fatta apposta per rallentare il ritmo e respirare più profondamente. Il clima è secco, luminoso, costante. Un invito naturale al benessere.
Ed è proprio per questo che scegliere Aruba come ultima tappa di un viaggio più ampio è quasi un atto d’amore verso se stessi. Dopo l’energia di New York e le vibrazioni di Miami, atterrare qui significa concedersi un finale morbido, disteso, felice.

Viaggiando con la nostra bambina, per il primo giorno abbiamo scelto Baby Beach, una delle spiagge più adatte alle famiglie. Qui il mare è incredibilmente basso e calmo, perfetto per far giocare i più piccoli in totale tranquillità. Il lido Big Mama Grill è essenziale, costruito in legno, senza fronzoli e ricorda le scenografie dei Flintstones.
Per raggiungere Baby Beach, il modo più comodo è noleggiare un’auto: la strada è semplice, ben segnalata e in circa 40 minuti da Oranjestad si arriva direttamente alla baia. In alternativa, si può optare per un taxi, una soluzione pratica ma meno flessibile. Noi, ad esempio, abbiamo scelto proprio il taxi e abbiamo dovuto organizzarci in anticipo anche per il rientro, prenotando l’orario di pick‑up per evitare attese.

Noleggiando un’auto sarà anche più semplice raggiungere San Nicolas, la cittadina a sud dell’isola. Qui, infatti, si trova una concentrazione di street art: murales, installazioni e opere monumentali che hanno trasformato completamente l’anima del quartiere.
San Nicolas è stata ribattezzata la capitale della street art dei Caraibi, grazie al lavoro dell’Aruba Art Fair, un progetto che ogni anno invita artisti locali e internazionali a realizzare murales di grande formato ispirati alla cultura, alla storia e alla natura dell’isola.
Visitare San Nicolas significa scoprire un lato di Aruba più autentico, lontano dalla patina scintillante dei resort del nord. La parte meridionale dell’isola, infatti, è molto meno turistica rispetto alle zone di Palm Beach ed Eagle Beach, dove si concentrano hotel di lusso, ville e strutture moderne. Diversi reportage sottolineano proprio questo contrasto: San Nicolas è una cittadina “working class”, con un’anima storica legata alla vecchia raffineria (gli abitanti ci hanno riferito che ormai e dismessa) e un’atmosfera genuina che racconta Aruba.



Dopo aver scoperto l’anima più autentica di Aruba, non resta che concedersi il piacere di fare il turista e godersi alcune delle spiagge più belle del mondo. L’isola è un susseguirsi di baie da cartolina, ognuna con una personalità diversa.
Eagle Beach, con la sua sabbia bianca e soffice, è ampia, luminosa, mai troppo affollata. È il luogo ideale per chi cerca relax puro, magari all’ombra dei celebri divi-divi, gli alberi piegati dal vento che sono diventati un simbolo dell’isola.

Palm Beach, invece, è la versione più vivace e glamour di Aruba. Qui si concentrano resort, ristoranti e locali sul mare, perfetti per chi ama alternare bagni turchesi a cocktail al tramonto. È la spiaggia che non dorme mai.

Ma la mia preferita resta Arashi Beach. È più selvaggia, meno costruita, e regala uno spettacolo naturale che non stanca mai: i pellicani che si tuffano in picchiata nel mare per pescare e le sue acque limpide e ricche di vita marina la rendono, a mio avviso, la zona di snorkeling più interessante dell’isola.

Molto dibattuta è la celebre spiaggia dei fenicotteri rosa, che si trova su Renaissance Island, un’isola privata di proprietà del Renaissance Wind Creek Aruba Resort. L’isola è raggiungibile esclusivamente tramite water taxi riservato non solo agli ospiti dell’hotel, con partenze ogni 15 minuti direttamente dalla lobby.
Renaissance Island è spesso al centro di discussioni: alcuni la considerano una spiaggia “artefatta”, soprattutto perché l’isolotto è in parte artificiale e i fenicotteri sono stati introdotti per creare un’esperienza scenografica. Tuttavia, al di là delle opinioni, io la consiglio senza esitazioni.
Non solo per la possibilità — unica ad Aruba — di camminare accanto ai fenicotteri rosa, ma anche per la presenza di iguane, pesci colorati e un ambiente naturale curato e piacevole. L’isola offre due spiagge distinte:
Flamingo Beach, riservata agli adulti.
Iguana Beach, riservata alle famiglie.
Il risultato è un’esperienza diversa dalle altre spiagge dell’isola: più costruita, sì, ma anche più esclusiva e memorabile. Perfetta per chi vuole regalarsi una giornata particolare, tra natura, relax e un tocco di magia tropicale.
Per la prenotazione clicca qui.






